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Notizia del: 21/09/2017


PENSIERO STUPENDO

L attività agonistica del HCV Filatoio 2440 è iniziata.
Una nuova società sportiva che muove i primi passi, trainata da benevolenza e partecipazione, è indubbiamente una festa. Una festa per lo sport, una festa per le persone coinvolte, una festa anche per quelle non coinvolte che magari nel tempo si gioveranno dei servizi o dello spettacolo che questa società potrà offrire loro.
Un esordio bagnato anche dalla gioia di una vittoria, la ciliegina sulla torta.
Insomma tutto perfetto.
Ma non basta ancora a distogliere l attenzione dal tema fondamentale, dal pensiero che sembra non possa essere mai accantonato. Parrebbe una sorta di incontenibile rigurgito di coscienza, un desiderio di auto-giustificazione, un mantra irrinunciabile col quale ripetere al mondo: noi siamo buoni, quelli là sono i cattivi, se lo abbiamo fatto è perchè siamo stati costretti ed ora sì che si sta bene.
Ma è uno sforzo non richiesto. Chi ha assistito allo studio e alla realizzazione del loro progetto non ha bisogno di imbeccate perchè guarda, pensa, valuta ed alla fine apprezza o disprezza a seconda del proprio pensiero.
Questo sforzo non richiesto toglie gioia all evento privandolo di tutto il meritato risalto e svela uno stato di sudditanza che spinge a queste reiterate critiche superflue, anzichè semplicemente gioire per l obbiettivo raggiunto di essersi affrancati dal giogo di tiranni, maligni, re e dirigentacci assortiti.
L enunciazione di tutte le prerogative che hanno portato all inizio dell attività del HCV Filatoio 2440 è esatta. Perfetta.
I ragazzi e il loro spirito di sacrificio, la passione, le migliaia di chilometri di autostrada, la rinuncia a parte del proprio tempo libero o a parte di quello da dedicare allo studio, le levatacce. Le famiglie dei ragazzi e i loro sacrifici economici e logistici. I valligiani e il loro generoso contributo.
Tutto sacrosanto.
Ma non nuovo.
Questa è la fotografia della incessante dimostrazione di affetto e passione verso l hockey che la Valpellice ha storicamente sempre dimostrato di avere nelle sue corde. Il soggetto di questa fotografia però esiste da sempre, non solo da poco come si vorrebbe far credere. Un po come fotografare il Monte Bianco e venderselo come nuovo di zecca.
Di nuovo c è il fatto che questa lodevolissima prerogativa valligiana è stata sradicata dalla sua sede naturale, l HC Valpellice Bulldogs, per trapiantarla altrove decidendo così di sacrificare e rinsecchire il vecchio giardino nel quale la gente amava passeggiare per crearne uno un po più in là. Nessuna remora a sacrificare più di 80 anni di storia biancorossa per raggiungere machiavellicamente questo obbiettivo.
Ma l obbiettivo di chi? Era l obbiettivo comune di una unanime volontà popolare?
Sembrerebbe di no... non c erano 2440 spettatori a godersi la prima festa di questo germoglio cannibale. Sembrerebbe di no... diversi gruppi di tifoserie organizzate non approvano questa scelta e anche gli ultra, mai benevoli verso la new governance dell HC Valpellice, non si riconoscono in questa nuova entità.
D altra parte la storia è piena di personaggi che urlando forte facevano credere di urlare a nome di tutti quando invece urlavano solo più forte di tutti.
Sarebbe veramente il colmo se questo atto di sedicente ribellione ad una soffocante tirannia altro non fosse che una semplice sostituzione di una tirannia con un altra.
La vicenda assume connotati ancor più assurdi se consideriamo che i padri fondatori di questo nascente progetto erano parte integrante dell HC Valpellice ed avrebbero potuto, non ricercando i personalissimi riflettori tanto aborriti nel prossimo, rimanere in seno alla società e lottare per contribuire a migliorare, preservare e conservare la Valpe.

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